IL GRUPPO

Il collettivo “aula 14” si è costituito nel 2017 all’Università di Bergamo in seguito alla volontà di rispondere al questito sollevato durante il corso di Estetiche e politiche dell’attualità, sulle modalità di azione nella nostra contemporaneità.
Si tratta, infatti, di una temporalità in cui la subordinazione di certi soggetti è diventata il leitmotiv delle nostre società e una delle conseguenze imprescindibili è stata la trasformazione del Mediterraneo in “un campo di concentramento dove le persone muoiono”, come definito da Nawal Soufi, attivista per i diritti umani nel suo discorso al Parlamento Europeo.

A partire da questa problematica abbiamo deciso di riunirci in diversi incontri nei quali abbiamo cercato di rispondere alle domande cosa si possa fare e se esistano possibilità di azione nel nostro presente, al fine di superare la nostra sensazione di impotenza, in particolare di fronte al modo in cui l’Europa governa e controlla i movimenti delle persone, creando confini e barriere. Le politiche migratorie dell’Unione europea costringono coloro che scappano dalla guerra o da altre situazioni di invivibilità a viaggi sempre più pericolosi che, nella migliore delle ipotesi, producono soggetti disprodotti: persone che vengono confinate nello spazio dell’umanitario e che diventano così “qualcuno a cui dare poco”, spesso lo stretto necessario per la sopravvivenza.
Dinnanzi al tema delle migrazioni, così importante sia per la sua contingenza che per la sua rilevanza etica, non potevamo rimanere all’interno di un’aula universitaria e di un unico corso.

LE ATTIVITÀ

La prima iniziativa organizzata si è svolta nel maggio 2017, in collaborazione con il gruppo torinese CarovaneMigranti e Imed Soltani, rappresentante dell’associazione La terre pour tous, che ci ha raccontato della situazione dei migranti tunisini dispersi nel Mediterraneo tra il 2011 e il 2012, subito dopo la rivoluzione tunisina, e della lotta delle famiglie per conoscere la verità sulla sorte dei loro figli.
E’ proprio da questa storia che parte il nostro documentario In questo mare muore l’umanità, per raccontare quello spazio di dispersione e morte che è diventato il Mediterraneo.
Questo blog serve a illustrare le attività già svolte e quelle che realizzeremo in futuro.